Archivi del mese: giugno 2012

Ode al riso in bianco

Dite quello che volete ma a me il riso in bianco piace da matti. E non per sciocche idee di dieta (mi perdonino quelli che la fanno, più o meno volontariamente, più o meno assiduamente) ma perchè MI PIACE. Punto.

Per me il riso in bianco è l’equivalente di quello che per gli altri sono il cioccolato, le patatine e le caramelle: una droga. Da divorare senza ritegno durante i momenti bui per tirarsi su il morale.

Martedì era sera da riso in bianco. Quindi ho preso un pentolino, ci ho fatto bollire l’acqua, ho messo (abbondante) riso e ho fatto cuocere per 12 minuti, perché anche il riso è buono al dente. L’ho scolato nel mio nuovo colino e l’ho messo in una ciotolina simil giapponese (dove l’aggettivo simil è utilizzato perché la ciotolina in questione è grande 4 volte quelle giapponesi) con una nocciolina di burro e i semi di sesamo.

Poi mi sono seduta a tavola. E il  mio umore ha preso tutta un’altra piega!

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1, 2, 3, 4, 5, 6 … SEVEN !!

Ognuno di noi ha un ristorante più preferitissimo in assoluto; il mio ha tavoli di legno IKEA, sedie di plastica colorate e alle pareti !gialle! quadri e librerie contenenti oggetti anni ’50, vecchie copie di Topolino e Tex Willer – in vendita – e le bottiglie della loro fornitissima cantina.

E’ un franchising, a mio parere il migliore è in viale Montenero, ha due salette a piano terra, due più piccole “sottoterra” con le pietre a vista e adatte al freddo inverno e alcuni tavoli all’esterno, dove con una buona dose di Autan in borsa si può tranquillamente sopravvivere all’invasione di zanzare milanesi.

Ci si può andare con gli amici per passare una serata spensierata mangiando buon cibo e bevendo buon vino; a me piace anche per gli incontri tête à tête, un primo appuntamento qui e mi farai felice!

Adesso parliamo del cibo: o t t i m o!  Come entrée si può scegliere tra taglieri di prosciutto/formaggio e/o assaggi di specialità provenienti da tutto il mondo: io ho provato le onion rings, le alette di pollo e il fritto… come spalancare la voragine nello stomaco!  Il piatto forte del ristorante è la carne; per adorarla io che la mangio praticamente solo sotto tortura vuol dire che è proprio ottima. Ci sono tartare, specialità alla griglia e… gli hamburger! Come in pizzeria prendo sempre la margherita (ma questa è un’altra storia), qui scelgo Mister hamburger, quello basico, per assaporare al meglio tutti gli ingredienti: pane, carne, cetrioli, ketchup. Tutto di prima qualità e servito con accompagnamento di insalata (di solito la snobbo, ne mangio fin troppa a pranzo in settimana!) e patate dorate, da “pucciare” nella salsa di accompagnamento.

Non vado matta per i dolci in generale, e di solito al ristorante preferisco fare un bis di salato; ma qui a volte non riesco a resistere al tortino al cioccolato con cuore fondente…

Difficilmente si lascia qualcosa nella bottiglia, ma in caso è possibile richiedere di portare a casa quello che è rimasto.

LUI è Seven. Il sito è: http://www.sevengroup.it/seven/. Meglio prenotare, soprattutto il sabato sera.


Colazionando II appuntamento

“Per entrare nella migliore società, oggi, bisogna servire buone colazioni alla gente, divertirla o scioccarla; nient altro”. – Oscar Wilde.

Caro Oscar, avevi proprio ragione! Datemi una buona colazione e vi solleverò il mondo!

Domenica c’è stato il secondo evento Colazionando!; appuntamento alle 9.30 (sì, noveetrenta!) da Farinami in via Vittor Pisani, altra piacevole sorpresa colazionosa soprattutto per il suo dehor, dove le dita più veloci del west nell’aggiudicarsi i posti per la passeggiata si sono accomodate per fare colazione con cappuccio caldo al punto giusto e brioche (una liscia, una al cioccolato e una rotella con l’uvetta. A giudicare dalla rapidità con cui sono state mangiate erano tutte ottime).

I fantastici organizzatori ci accolgono svegli (sanno solo loro come ce l’hanno fatta) e sorridenti con un segnalibro con l’aforisma di Wilde citato sopra che a mio avviso descrive perfettamente lo spirito dell’iniziativa.

Terminata la colazione, durante la quale si chiacchiera con nuove persone e con persone già conosciute la volta scorsa, ci avviamo  insieme a Beatrice alla scoperta del quartiere che va dalla Stazione Centrale a casa Boschi. Ancora una volta scopriamo cose nuove – tipo: lo sapevate voi dove si possono vedere le ultime celle dell’immenso Lazzaretto descritto anche dal Manzoni? eh? eh? – e per quanto mi riguarda riaffiorano vecchi ricordi, come gli allenamenti nelle gelide acque della piscina Cozzi, che imparo essere stata la prima ad avere spogliatoi differenziati per uomini e donne, e piccoli attimi di tristezza passando davanti a via Settala, subito scacciati grazie all’aiuto delle mie nuove amiche. Perchè Colazionando è anche conoscere nuova gente e starsi simpatici a vicenda e continuare a vedersi.

Passiamo poi davanti all’ufficio – anche di domenica è un incubo! – mentre ci dirigiamo verso casa Boschi, piccolo gioiellino a ingresso gratuito grazie ai volontari del Touring. Beatrice ci racconta la storia dei coniugi Boschi e di come la loro casa e la loro collezione siano state donate al Comune.  Ci accompagna di stanza in stanza descrivendoci dettagliatamente gli artisti e i periodi e rispondendo alle nostre curiosità. Non me ne vogliano Fontana e compagnia, ma io tornerò sicuramente per riguardare con calma e venerazione i lampadari! Non potete capire che meraviglie ci sono in quell’appartamento!

Terminata la visita ci salutiamo con la promessa di rivederci al prossimo appuntamento (vipregovipregoviprego NON fatelo il weekend del 7/8 luglio!); alcuni dei partecipanti tornano verso Farinami per un sontuoso brunch, io corro a casa a ripassare la parte per il saggio del corso di teatro!

Grazie a chi (chi??) Marco che ha scattato questa foto che mi piace moltissimo :  )

Ricordo il sito:  Colazione in città e specifico che la foto qui sopra è di proprietà loro!


Obikà (vista Duomo)

Ieri sera mi sono trovata a cena con un amico che non vedevo da tempo. Invece di andare al solito posto mi ha detto “stasera ti porto al ristorante della Rinascente”.  Figo!

Se riuscite a resistere al profumo ammaliatore che arriva da Luini prendete il riservato e microscopico ascensore arancione che vi porta direttamente al settimo piano dove sarete accolti da uno stand che vende frutta secca di ogni tipo e fatti due passi esclamerete: benvenuti in paradiso! In quello stesso piano troverete infatti alcuni ristoranti e soprattutto corner e scaffali pieni di leccornie!

Arriviamo finalmente al terrazzo e quindi da Obikà-mozzarella bar. Ci fanno accomodare e portano la lista…di solito in Fiori Chiari prendevo la mozzarella (buonissima e in tutte le salse), stasera invece ho deciso di provare qualcosa di nuovo: orzo biologico, fagiolini, piselli di spello, menta fresca aneto e pesto di agrumi servito nella ciotolina accanto. Freschissimo, leggerissimo, buonissimo!

Lui ha preso invece Pollo ruspante alla griglia con lattughino, scaglie di parmigiano, olive nere, pomodorini, salsa di capperi e crostini di pane.

Tra una chiacchiera e l’altra, spettegolezzi e Paperinik una nota di merito al cestino del pane (che come sa chi viene a cena con me è una delle qualità fondamentali per un buon ristorante!): selezione di due pani diversi di grano duro, focaccia e grissini…

Per stare leggeri in questa serata fintamente estiva chiudiamo  in bellezza con un ananas.

Grazie per la scelta dell’ottimo ristorante e per l’ottima compagnia!

Indirizzi e menu http://www.obika.it/index.html (in Fiori Chiari fanno anche mozzarella aperitivo).

PS pratico: a destra e sinistra del Mysushi ci sono i bagni, pulitissimi e free, con un pratico distributore che per pochi centesimi toglierà tutte le signor(in)e dai guai!


Le vent du Nord

Non sono mai stata in Belgio. Probabilmente quando smetterò di considerare il mare come unica meta della mia (scarsissime) ferie e non avrò più bisogno di andare a ossigenarmi a Paris una volta all’anno sarà uno dei primi posti che andrò a visitare.

Per ora conosco abbastanza bene il loro cibo grazie a “Le vent du Nord”. Venerdì ci sono finalmente andata con Andrea dopo millemila tentativi andati a vuoto.

Il posto è veramente carino, muri chiari, fotografie alle pareti e atmosfera conviviale senza essere troppo caciarona. I camerieri, vestiti da marinaretti, sono gentili e sorridenti. E veloci. Che non guasta mai. La cosa carina è che ogni tovagliolo è legato da uno spago, annodato in maniera diversa, e all’interno c’è il foglietto per provare a rifarlo. Io avevo quello del vaccaio, Andrea quello francescano (della serie: a volte anche i nodi si sbagliano!).

Come antipasto abbiamo diviso le moules marinières con le frites, che non sono come le schifosissime patatine di tanti posti. No no, sono cotte con la doppia frittura ma allo stesso tempo leggerissime.

Poi lui ha preso la Carbonnade à la Flamande (bocconcini di manzo stufati nella birra e accompagnati dallo Stoemp, una crema di patate con altre verdure) e io l’Hamburger con patatine e salsa alle verdure. Erano entrambi ottimi, nonostante il mio fosse più “banale”… una nota di merito va al mio cavaliere, che ha gentilmente proposto lo scambio in caso avessi preferito il suo piatto.

Da bere una birra belga che non ricordo come si chiama ma che mi è piaciuta molto : ) .

E ora parliamo di dolci… Mi ispiravano le gaufres,  ma alla fine mi sono lasciata tentare dal Dames blanches, e Andrea ha preso un Vacherin Maison, che ci siamo ovviamente divisi così li ho assaggiati entrambi… dimenticando che la gola è uno dei peccati capitali!

Posto perfetto per una serata perfetta.

Il loro sito è http://www.leventdunord.it/. Prenotate sennò restate fuori!


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