Archivi del mese: luglio 2012

Insalata d’a(d)dio

E’ ormai arrivata la fine di luglio, la città si svuota e diventa sempre più bella. E’ ormai tempo di vacanze e, come tutti gli anni, inizia la trafila dei saluti. Colazioni, pranzi e cene che rovinano in fretta gli sforzi fatti per la prova costume (che nel mio caso fallisce sempre ma almeno ci si prova). Il saluto di ieri, quello più “strong” di tutti perché stavolta devo davvero riuscire a renderlo definitivo, è stato fatto, ironia della sorte, dopo un pranzo “light”.

Ho fatto abbrustolire in un padellino pinoli e semi di sesamo (che buon profumo è rimasto poi in cucina!) . Intanto in un’insalatiera univo insalata mista, mais, tonno e scaglie di granaterremotato. Voilà.

Buone vacanze. E buona vita.


Colazionando III appuntamento

Ci sono giornate che partono storte: non senti la sveglia che hai dormito troppo poco, perdi il passante, la 37 non arriva, sbagli fermata… ma chissenefrega se la tua destinazione finale è il terzo appuntamento con Colazionando!

Arrivo quasi fuori tempo massimo all’Hotel Enterprise in corso Sempione 91; sulla porta trovo Cesare, trasformatosi per l’occasione in un sorridente body-guard e subito dopo Isabella e Romina, che mi accolgono con la consueta gentilezza e mi danno il pass per accedere alLA sala colazione al primo piano. Ma che dico sala colazione? Questo è il paradiso!

Mi accomodo a uno dei tavoli a noi riservati dove trovo Valeria (la guida del mio primo Colazionando, con cui, meraviglia!, parteciperò a un corso per food blogger a settembre) e ad altri nuovi amici con cui si ride si scherza e si condividono sospiri estasiati per il cibo che abbiamo nel piatto. Io purtroppo dato il ritardo mi sono “accontentata” di un mini pain au chocolat, pane burro e marmellata, succo all’ananas e una fett(on)a di torta. Ma il buffet era veramente ricchissimo. E volendo provare tutte le leccornie si può tornare in una domenica normale dalle 7:00 alle 10:00..

Eccoci quindi pronti a partire per un nuovo giro insieme alla nostra guida di oggi, Beatrice. Qualche fermata di tram e prima sosta davanti all’Arco della Pace. Inizialmente il suo nome era Arco della Vittoria e indovinate chi lo ha fatto costruire? Sì, proprio Napoleone; infatti la statua di bronzo centrale guardava verso (sospiro) Paris, poi sono arrivati quei cafonazzi degli austriaci e l’hanno ruotata verso Vienna, cambiando il nome all’arco e sostituendo le alabarde nelle mani delle statue laterali con corone di alloro.

Entriamo poi al parco Sempione, che in questa domenica soleggiata di luglio non sembra nemmeno il solito parco che siamo abituati a vivere: poca gente, silenzio, tranquillità… Beatrice ci racconta la storia del parco e del Castello, snocciolando con totale sicurezza un sacco di dati sulla storia degli Sforza e dei Visconti (chapeau per la tua memoria cara mia) così impariamo ad esempio che ‘sti geni hanno messo la polvere da sparo nella torre del Filarete che, chissà come mai!, a un certo punto è saltata per aria e che sono riusciti a rovinare un affresco perché hanno trasformato la stanza in cui si trovava in una stalla quando il castello è diventato residenza per le truppe. Per fortuna ci ha pensato Luca Beltrami a restituircelo com’era in origine!

Ancora due passi e, dopo aver augurato tanta felicità ai millemila sposi cinesi incontrati sul cammino, attraversiamo il ponte delle Sirene, una volta in via Francesco Sforza e oggi qui, insieme ad altri piccoli gioielli architettonici.

Arriviamo al Castello dove ci viene raccontato che gli spagnoli hanno costruito una “stella” intorno al castello e ci viene indicata una delle sue punte; attraversato il ponte levatoio  arriviamo nel cortile interno dove con mio grande rammarico sono costretta ad abbandonare il gruppo prima di poter visitare la mostra del Bramantino.

Organizzazione perfetta, colazione perfetta, visita perfetta; mancavano solo Elisa ed Emanuela… Ora aspetto con ansia settembre per il prossimo appuntamento! Restate aggiornati su Colazione in città! !

E grazie per questa foto : )


Rotolini farciti

Domenica sono venuti a cena Stefano, Valentina e Francesca+fagiolino nella pancia. La felicità della quasizia (io) è ovviamente immaginabile.  Difficilmente immaginabile finché non ci si ha a che fare è invece  la lista di alimenti che una futura mamma deve evitare. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto (“ma la bresaola non è carne?” “sì, ma quella equina non vi piace e nell’altra c’è sempre di mezzo il maiale, quindi non va bene.” “ah. ma quindi scusa come farò quando resto incinta?” “ti arrangi”) ho finalmente trovato il menu: tortelli ricotta e spinaci al burro e salviadelmiobalcone, rotolini di petto di tacchino farciti e melone – che fa da frutta e verdura e soprattutto non è da lavare con l’amuchina : )  .

La serata non poteva iniziare senza tortillas e soprattutto senza le mitiche noccioline per il mio fratellino che si è mangiato le sue e quelle destinate al futuro papà Roberto, che non ne aveva bisogno visto che è in Puglia dai nonni all’ingrasso…

Tralascio qualsiasi spiegazione sui tortelli che, essendo confezionati, non richiedono particolari abilità se non quella di scolarli al momento giusto sennò diventano colla.

Per i rotolini ho invece utilizzato:

1 confezione di petto di tacchino al forno (la confezione conteneva 5 fette)

sottilette

bietole da coste

grana q.b.

Come prima cosa ho tolto tutta l’acqua dalle coste schiacciandole bene, poi le ho messe in una padella senza nessun condimento e le ho fatte scaldare, aggiungendo dopo qualche minuto il grana in modo che diventasse filante. Sul tagliere ho steso le fette di petto di tacchino, su una metà ho messo le sottilette e le coste e ho arrotolato.  Voilà.

Valentina ha portato una splendida torta fredda cioccolato e lamponi…un grazie doppio visto che alla prima forchettata di mamma il piccolo ha subito  iniziato ad agitarsi e la ziafra ha prontamente piazzato le mani sulla panza per conoscerlo meglio : )

Chiacchiere, racconti e risate hanno fatto da cornice a questa serata bellissima, che si è conclusa un po’ prima del previsto causa nuvoloni neri all’orizzonte, ma ripeteremo presto!


dalla colazione alla cena il passo è breve…

Venerdì sono venute a cena Elisa e Emanuela, sì proprio loro, le mie amiche di Colazionando (approposito, il prossimo appuntamento è fissato per domenica 22, non vedo l’ora! Colazione in città! per info e iscrizioni…ma non so se trovate ancora posto!).

Il dilemma del “cosa cucino, cosa piacerà, cosa non piacerà” è stato risolto abbastanza in fretta; il menu molto casalingo ha previsto antipasto a base di salame e granaterremotato, chicche di patate e insalata.

Inizialmente le chicche erano state previste con burro e salvia del mio balcone… la mia storditaggine mi ha fatto dimenticare di comprare il burro MA sono riuscita a non andare nel panico e ho quindi optato per un condimento alternativo: formaggio e olive.

500gr chicche di patate

150gr formaggio fresco

12 olive nere denocciolate

In una ciotolina ho messo il formaggio e le olive nere tagliate grossolanamente. Amalgamato il tutto l’ho messo in una padella antiaderente con un cucchiaio abbondante di acqua di cottura. Buttato le chicche, tre minuti dopo le ho scolate  e le unite al condimento. Girato a fuoco vivo per un minuto circa e poi ho impiattato.

Credo siano piaciute vista la scarpetta di cui mi ha omaggiata Elisa una volta che la padella si è raffreddata : ) .

La serata è stata super piacevole, ricca di chiacchiere per conoscersi meglio. Ripeteremo presto, magari sul balcone quando farà un pelo meno caldo.


Trattoria Sabbioneda (ovvero, per noi, “il polpettaro”)

venerdì 19 febbraio 2010, ore 23:30 circa, ingresso di un ristorante sanremese. “ma sei tu quella che mi ha mandato il comunicato stampa oggi pomeriggio?” “sì, lei chi è scusi?” “io sono quello che ti ha aiutata via email a organizzare la conferenza di domani pomeriggio. ho riconosciuto il tuo nome sul pass” “ah. bé grazie le devo un caffè”.

Così conoscevo Carlo, e quello qui sopra rimane uno dei pochi momenti positivi vissuti a Sanremo 2010. Il caffè è diventato uno, due tre,…, pranzi; con la sua gentilezza e pazienza mi ha spalancato la porte della sala stampa (prima) e dei programmi e della mensa Rai (dopo) leggendo, consigliando, correggendo, approvando e soprattutto sopportando!

In questi due anni abbiamo mangiato insieme in varie occasioni e nei posti più disparati. Il nostro posto preferito per i pranzi chiacchierosi, benché veloci, resta però la Trattoria Sabbioneda. O il “Sabbio” come lo chiamiamo tra colleghi. O, per noi due, “il Polpettaro”.

Questa trattoria si trova in via Tadino a Milano (zona Buenos Aires) ed è un must, sia per chi abita o lavora in zona, sia per chi ha voglia di mangiare bene spendendo poco durante una giornata di shopping. E’ a conduzione familiare e, a parte un po’ di ruvidezza apparente soprattutto nei momenti di piena, sono tutti gentili e veloci. Dove veloci è la parola chiave per rendere piacevole una pausa pranzo fuori ufficio. Ai muri pannelli di plastica con mattoni disegnati e, appese, le recensioni del vivimilano, foto più o meno d’epoca dei componenti della famiglia con personaggi famosi e una serie di segni di riconoscimento per i tavoli (al posto del numero loro li chiamano “pappagallo”, “credenza”, “frigo”,…).

Il menu prevede una selezione di primi che spaziano dai fioroni con carciofi ai ravioli di borragine ai maccheroni con polpette (da qui il soprannome “polpettaro”). Una nota d’onore per i tortelli di zucca…a volte quando so che sto per andare a mangiare lì me li immagino già arrivare davanti a me fumanti, dolci al punto giusto, buonissimi… scusate adesso mi riprendo!

Come secondi ci sono vari piatti a base di carne, che personalmente non ho provato ma che so essere buoni (durante la stagione invernale mercoledì e venerdì piatti speciali tipo baccalà, meglio prenotarli prima sennò si rischia che finiscano sotto al vostro palato) e una selezione di formaggi alla piastra da leccarsi i baffi, grigliati al punto giusto con la crosticina sopra. Tra i contorni insalata, pomodori, verdura cotta. E poi loro, le patate al forno. Ma non patate al forno normali, no no cari miei, sono unte all’inverosimile, croccanti fuori e morbide dentro…tre kg assicurati a fine piatto, ma una goduria tale per i sensi  che se sei depresso ti si risolleva l’umore e fai pace con l’universo intero.

I dolci…io ho provato solo le sfogliatine alla Nutella (che ve lo dico a fare quanto sono buone?!) ma ci sono anche la torta della nonna, i profiteroles, il tiramisù e a volte la crostata. Nota di demerito per il caffè, proprio non mi piace!

Se prendete pasto completo pagherete intorno ai 20 euro acqua e coperto compreso, i primi sono € 5,50, i secondi tra 8,00 e 10,00 euro. E se ci andate il giorno del vostro onomastico vi offrono un calice di vino : ) .

Carlo e io era ormai una vita che non pranzavamo insieme. Oggi ci siamo finalmente riusciti; abbiamo trovato posto al nostro solito tavolo e davanti a un piatto di maccheroni con le polpette ci siamo raccontati le ultime novità. Come sempre ha saputo ascoltare e rendere meno pesanti le disgrazie lavorative, ridere e tirarmi su il morale davanti alle sfighe amorose e mediche, consigliare e avere una parola gentile in un momento un po’ così della mia vita (“ma cosa fai arrossisci?” “eh sì, non so gestire i complimenti” “mah”). Grazie : )


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