Archivi del mese: settembre 2012

Pavé

Come ho già avuto modo di ribadire ogni volta che ho parlato di Colazionando e ho pubblicato ricette in quella categoria, per me il momento della colazione è sacro! Lo sa bene la mia amica Antonella, con la quale mi trovo spesso per quattro chiacchiere prima di iniziare la lunga giornata lavorativa. Venerdì mi ha scritto: “Settimana prossima andiamo al Pavé?” . Eccerto che ci andiamo! Me lo aveva consigliato Paolo durante una pausa caffè in ufficio, lo volevo provare da una vita, quale occasione migliore di questa?

Uno dei privilegi del nostro lavoro è che iniziamo tardi e quindi, fortunatamente, quando siamo arrivate il locale era tranquillo e sembrava quasi che ci stesse aspettando. Appena entrate siamo state accolte dai sorrisi schietti e gentili dei ragazzi dietro al bancone e dal profumo delle brioches. Ci siamo accomodate al tavolino in vetrina, posizione privilegiata per poter ammirare l’intero locale, su due livelli, curato in ogni dettaglio. I miei personalissimi must: la madia con all’interno dei libri (anche per bambini! Ci porterò i miei nipotini quando verranno a trovarmi) e le affiches in bianco e nero appese alle pareti. Una nota super positiva anche per la possibilità di sbirciare cosa succede in cucina…proprio il caso di dire dal produttore al consumatore!

Se per il cappuccio andiamo sul sicuro, per quanto riguarda l’accompagnamento la scelta è davvero difficile; le leccornie sono disposte in maniera ordinata e ci chiamano tutte a gran voce. Personalmente sono tentata dalla “160” che pare essere LA brioche e dalle tortine. Alla fine optiamo per un pain au chocolat (io, ovviamente), una brioche alla crema (Anto) e poi vuoi dire di no a una crostatina all’albicocca a metà? Saremo mica matte!

Cappuccio caldo e schiumoso al punto giusto, pain au chocolat da sognarselo la notte, crostatina con un sacco di marmellata ma al tempo stesso leggerissima. E tante chiacchiere, su vita personale, progetti passati presenti futuri; raramente mi sono sentita a casa come qui.

L’unico orologio presente è fermo sulle 16:30, noi purtroppo guardiamo il nostro, di orologio, e dobbiamo  a malincuore lasciare questo piccolo angolo di paradiso. Peccato solo non aver parlato col pane di Giovanni!

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I ravioli della nonna

Uno dei primi ricordi che ho della nonna Antonietta è lei seduta in cucina nella casa di Milano con il grembiule rosso, le mani infarinate e la spianatoia davanti. Ci ho messo veramente poco ad associare questa scena ai ravioli : ) !

Saranno le origini bergamasche che escono allo scoperto, sarà soprattutto che nella nostra famiglia è un momento di condivisione (lei li faceva con la zia Rosemma e lo zio Beppe, io aiutavo mamma e la nonna Pina, che ci ha lasciato in eredità la ricetta del ripieno), ma il “rito del raviolo” è diventato un must. Ancora oggi, rigorosamente insieme.

(ingredienti per 4 persone)

ravioli “rossi” di nonna Antonietta:

450 gr farina

4 uova

1 cucchiaio pieno di triplo concentrato

Impastare gli ingredienti finché si sente “cantare” (cosa tocca inventare per far star buona una bambina che vorrebbe tutto pronto subito!) poi lasciar riposare 45 minuti a temperatura ambiente.

ripieno di nonna Pina:

350 gr macinato misto

1 patata lessata

1 uovo

sale pepe e formaggio grattuggiato q.b.

(pan grattato all’occorrenza)

Tritare il macinato (metà crudo e metà cotto in padella senza condimento) con la patata, aggiungere sale pepe e formaggio.

Tirare la sfoglia (noi usiamo la Nonna Papera dell’Imperia sul n.5) poi fare dei cerchi con lo stampino, riempirne una metà, chiudere bene et voilà!

Cottura in abbondante acqua salata per 5 minuti (buttarli quando l’acqua ancora non bolle completamente, ci sono meno possibilità che si rompano).

Con questa ricetta partecipo al (mio primo!) contest “Le ricette del rientro” del blog Vaniglia zenzero e cannella  nella categoria ricette-ricordo.


Lasagne…per due

Una qualsiasi persona dotata di buon senso avrebbe organizzato la prima cenetta a due a casa sua in un giorno festivo, preparando con calma piatti ricercati e sopraffini. Io ovviamente no: in uno dei mercoledì più incasinati della storia ho cucinato le   l a s a g n e .

Ho preparato il ragù in anticipo, per fortuna, altrimenti visti i tempi sarei andata fuori di testa completamente : ) :

400gr di carne trita

un pezzetto di salsiccia

1 confezione di passata di pomodoro

scalogno, basilico, sale e zucchero q.b.

In una pentola antiaderente ho versato la passata di pomodoro con il basilico e lo scalogno, lasciato a fuoco medio fino a inizio bollore, poi ho abbassato al minimo unendo la trita e la salsiccia. Dopo circa 5 minuti ho aggiunto il sale grosso, a metà cottura – per me 2 ore sulle 4 totali, ma si sa che il ragù più sta sul fuoco più è buono – un cucchiaino di zucchero.

Per le lasagne ho usato:

1 confezione di Sfogliavelo Giovanni Rana

3 mozzarelle fresche

pecorino grattuggiato q.b.

1 confezione di besciamella

Ho messo un filo di ragù sul fondo della teglia per non far attaccare la sfoglia, poi ho iniziato a stratificare: sfoglia, ragù, mozzarella, spolverata di pecorino, e così via per 4 strati. Per l’ultimo strato ho unito la besciamella al ragù avanzato.

In forno a freddo per 15 minuti a 180°, altri 5 a 200°, gli ultimi 5 di nuovo a 180°, un attimo a forno spento e poi fuori. Lui nel frattempo è arrivato, con il suo splendido sorriso e una bottiglia di vino rosso. Sembrava “fatta”, poi l’agitazione mi ha tradita e…le ho tolte dalla teglia troppo presto! Quindi si sono allargate pericolosamente sul piatto, cavolo! Fortunatamente il suo corposo bis mi ha rassicurata sul fatto che gli siano piaciute..

…e io non vedo l’ora di cucinare ancora per lui!


Carbonara romana DOC

Me lo diceva da anni: una sera vengo a Milano e ti cucino la carbonara vera, quella che facciamo a Roma mica quellarobalì che ti danno nel resto del mondo (si sa che hanno un ego smisurato questi romani, non come noi milanesi). E invece poi ci si trovava da qualche parte, perché è più comodo, perché così non ci sono piatti da lavare, perché voglio provare quel ristorante, …

Stasera no. Inizialmente dovevamo andare in una trattoria romana, poi dopo vari tentennamenti (“Ma sei sicura? Non è che vengo a rompere?” “Ma va là, ci mancherebbe” “Ok allora cucino da te che hai una cucina bellissima. Però poi metti sul blog eh?” “…”) e mille cambi di data ce l’abbiamo fatta.

Alle 20:45, dopo essersi perso quelle tremila volte tra via Washington e casa mia, Filippo è arrivato con una bottiglia di champagne (“Ma cosa ce ne facciamo dello champagne?” ” Embé che ti frega? A me me piace e l’ho portato”) e una certezza: “Non mi ricordo la ricetta”. Se chi ben inizia è a metà dell’opera stasera salto la cena…

Mentre mangiavamo i nems di Picard provvidenzialmente preparati per l’aperitivo e ci raccontavamo le ultime novità abbiamo cercato di mettere insieme ricordi e ricette trovate sui miei libri per creare la nostra carbonara. Come i carabinieri che viaggiano sempre in coppia ci siamo messi ai fornelli:

200gr di spaghetti

2 uova

200 gr di pancetta di Colonnata

4 cucchiai abbondanti di pecorino

sale, pepe, olio di oliva e scalogno

Abbiamo messo a soffriggere la pancetta con un po’ (“troppo, te lo avevo detto”) olio e lo scalogno (“ma che, ne metti così poco? abbonda abbonda”), intanto in un’insalatiera abbiamo unito le uova, il pecorino e il pepe e sbattuto il tutto fino a farlo diventare una cremina densa. Abbiamo scolato la pasta al dente e l’abbiamo buttata nell’insalatiera amalgamandola col resto e unendo come ultima cosa la pancetta.

Non credo che i grandi cuochi romani e non cucinino proprio così la carbonara, quello che so è che era ottima. E che ho passato un paio d’ore spensierate con un amico che purtroppo vedo troppo poco.

La prossima volta però cucino io. O torniamo alle vecchie abitudini e andiamo al ristorante : )


Rotolo con spinaci

Questa sera andremo a casa di Cinzia con altri amici per i saluti post vacanze. La serata si preannuncia ricca di racconti ma anche ricchissima di cibo: la padrona di casa farà l’insalata di farro, Marco porterà il vino, Cristina il gelato i cioccolatini da degustazione (!!!!), Claudio gli amaretti. Io ho preparato un rotolo con spinaci:

1 confezione di pasta sfoglia

5 cubetti di spinaci surgelati

uva sultanina

2 uova

Ho lasciato in ammollo l’uva sultanina mentre si scongelavano gli spinaci. Una volta pronti li ho fatti passare in padella con un filo d’olio e poi li ho trasferiti in una ciotola dove li ho mischiati con due uova, l’uva sultanina scolata e il sale. Ho versato il composto in una padella antiaderente con un filo d’olio e l’ho lasciato sul fuoco (basso) un paio di minuti. Ho lasciato raffreddare, ho trasferito sulla pasta sfoglia e ho arrotolato. In forno ventilato a 180° per 30 minuti.

Ora scappo, vado ad abbuffarmi..ops! a sentire i racconti degli altri!


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"l'idea stessa di scrivere un blog è per evadere da quello che faccio, come cucinare..." Julie Powell

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