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Risotto al radicchio

Ieri sera avevo voglia di qualcosa di buono e allo stesso tempo volevo provare a cucinare un piatto nuovo. Ho aperto il frigorifero per cercare ispirazione ed ecco lì la risposta: risotto al radicchio!

riso (come sempre due pugnetti per me e uno per la pentola)

radicchio

brodo vegetale

scalogno

sale olio burro e parmigiano q.b.

Mettere in una padella una noce di burro e un goccio d’olio e far scaldare; aggiungere lo scalogno e far rosolare. Intanto tagliare finemente il radicchio, per la quantità dipende se preferite i sapori “forti” o no. Metterlo nella padella e far dorare per qualche minuto. Versare un po’ di brodo e, quando bolle, il sale e il riso. Mescolare per un paio di minuti poi aggiungere il resto del brodo e continuare a girare. A cottura ultimata spegnere la fiamma e mantecare con un’altra noce di burro e il parmigiano.


Riso e broccoli

La bilancia non ha suonato l’allarme rosso e i pantaloni entrano ancora quindi in realtà non è un problema reale ma più che altro una questione di non sentirsi abbastanza bene quando ci si guarda allo specchio. Capitano a tutte momenti così; bene, a me sta (ri)capitando ora quindi mi adeguo a questo stato d’animo.

Approfittando di giornate e serate in cui riesco a impormi di non uscire, per recuperare il sonno perduto e per stare tranquilla, sto cucinando piatti leggeri cercando di non avvilire anche la vista e il gusto. Uno che mi è venuto particolarmente bene è il riso coi broccoli.

riso bianco (calcolo sempre 2 pugnetti per me e uno per la pentola)

broccoli – io li avevo cucinati in anticipo.

2 cucchiai di formaggio grattuggiato

Far bollire l’acqua, buttare il riso e salare, cuocerlo al dente e dopo averlo scolato come se fosse pasta buttarlo in una padella insieme ai broccoli, amalgamare e mantecare col formaggio grattuggiato. No, non mi sono dimenticata del condimento, non l’ho proprio messo. Sì, lo so starete inorridendo ma vi assicuro che se saprete dosare nella giusta maniera il sale e il formaggio non ve ne accorgerete nemmeno, il vostro piatto sarà gustoso e non vi sentirete né pesanti né in colpa.

Se poi siete come me e decidete che, nonostante siate da soli, volete impiattarlo come non fate nemmeno per piatti più ricercati quasi vi darete una pacca sulla spalla :) .


Riso fantasia

Ieri sera, complice forse il temporale che si è abbattuto finalmente su Milano, avevo più voglia del solito di mangiare qualcosa di fresco. Mi sono quindi preparata un’insalata di riso leggera. Minimi ingredienti, massimo risultato!

Riso arborio

surimi (per me da sola sono bastati tre bastoncini)

olive verdi (in questo caso ne ho messe una decina)

mais

Mentre il riso cuoceva in abbondante acqua salata ho fatto scongelare i bastoncini di surimi e ho tagliato a rondelle le olive. Una volta scolato il riso l’ho passato sotto l’acqua fredda per bloccare la cottura e poi dopo averlo fatto sgocciolare bene l’ho messo in una insalatiera nella quale ho poi aggiunto i pezzetti di surimi, le olive e il mais. Sale, olio e limone in base al proprio gusto. Poi l’ho messo un pochino in frigorifero per raffreddarlo (e intanto  ho acceso l’aria condizionata per raffreddare me stessa e la casa!) e poi me lo sono gustata con un bicchiere di birra freddissima guardando le repliche di “Tutti pazzi per amore 2”, mannaggia a chi mi ha trasmesso la malattia per questa fiction : ) !


Ode al riso in bianco

Dite quello che volete ma a me il riso in bianco piace da matti. E non per sciocche idee di dieta (mi perdonino quelli che la fanno, più o meno volontariamente, più o meno assiduamente) ma perchè MI PIACE. Punto.

Per me il riso in bianco è l’equivalente di quello che per gli altri sono il cioccolato, le patatine e le caramelle: una droga. Da divorare senza ritegno durante i momenti bui per tirarsi su il morale.

Martedì era sera da riso in bianco. Quindi ho preso un pentolino, ci ho fatto bollire l’acqua, ho messo (abbondante) riso e ho fatto cuocere per 12 minuti, perché anche il riso è buono al dente. L’ho scolato nel mio nuovo colino e l’ho messo in una ciotolina simil giapponese (dove l’aggettivo simil è utilizzato perché la ciotolina in questione è grande 4 volte quelle giapponesi) con una nocciolina di burro e i semi di sesamo.

Poi mi sono seduta a tavola. E il  mio umore ha preso tutta un’altra piega!


Riso venere con mazzancolle

Era una vita che volevo provare a cucinare il riso venere, era lì, nel bellissimo contenitore che Cinzia e Carlo mi hanno regalato per il mio compleanno che aspettava solo di essere preparato.

Finalmente, anche grazie a Picard, il miglior amico dei single, e alle sue code di mazzancolle eccoci qui!

Ingredienti:

riso venere (io calcolo alla maniera della nonna: 2 pugnetti a testa, uno finale alla pentola)

code di mazzancolle (io ne ho calcolate 10 a testa)

pomodoro in polpa e concentrato

scalogno

sale

(Il riso va fatto bollire in abbondante acqua salata per circa 20 minuti, calcolate voi quando preparare il sugo, io ho iniziato un po’ prima perché essendo la prima volta non volevo correre troppi rischi…)

Tritare lo scalogno e metterlo in un tegame con l’olio, lasciare soffriggere poi toglierlo e aggiungere le code di mazzancolle. Farle dorare, aggiungere un bicchiere di vino bianco e sfumare. Aggiungere la polpa di pomodoro e far cuocere qualche minuto.  Quando si è quasi asciugato aggiustare di sale (e di zucchero! : ) ) e aggiungere il concentrato di pomodoro.

A questo punto potete scegliere se mettere il riso nei piatti e sopra aggiungere sugo e code oppure (come ho fatto io, meno artistico ma decisamente ottimo!) scolare il riso, aggiungerlo nella padella girare per qualche minuto con il fuoco vivo e poi impiattare!


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"l'idea stessa di scrivere un blog è per evadere da quello che faccio, come cucinare..." Julie Powell

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